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RIFLESSIONI SULLA SEGGIOLA. In questi ultimi giorni sui giornali si sta assistendo ad uno sport particolare: quello della caccia ad ogni tipo di abuso edilizio i cui fabbricati vengono minacciati di demolizione con conseguente ripristino degli ambienti naturali violati. Solo che si parla di pesci piccoli mentre quelli veramente importanti e di massimo impatto con l’ambiente ( I PESCI GROSSI) non vengono, nemmeno lontanamente citati. Eppure di fabbricati non completati da molti anni, probabilmente per irregolarità di vario tipo, la Città di Pizzo è piena ed è su questi che bisognerebbe soffermarsi perché sono quelli di più violano il nostro paesaggio, il nostro ambiente, la nostra cultura. La zona della Seggiola negli anni è quella che certamente le maggiori violenze ad opera dell’uomo. La Seggiola di oggi è un qualcosa di completamente diverso da quella degli anni 60 e precedenti. Le foto lo dimostrano al di fuori di ogni ombra di dubbio. I mostri sono tanti e vanno dalla Nave di cemento, da non confondere con quella in legno che si trova nel Lungomare antistante “I TAVOLI”, al riempimento dei “VASCHI”, al porticciolo rimasto incompiuto, alla “GROTTA AZZURRA” vera ricchezza per un’economia turistica lasciata nel più completo abbandono e nella sporcizia più assoluta. Continuando la copertura con terra di riporto dello “Scoglio degli uomini”, lo sfacelo praticato contro lo “Scoglio a Catina”, il crollo della piccola Grotta dietro “U Palumbaro”, il crollo della grotta che consentiva di accedere via terra o “Palumbaro” passando dalla “Ferrovia”. L’avere consentito ristrutturazioni edilizie nei vecchi fabbricati della Seggiola senza alcuna regola di pubblico interesse. Rimane ancora pressochè integra la vecchia Tonnara della Seggiola attualmente occupata da piccole costruzioni utilizzate come ricovero da parte dei pescatori, la grande Grotta nella parete lato destro verso Pizzo utilizzata tempo fà in una serie televisiva, le piccole grotticelle di alcuni pescatori, l’immobile costituito da un vano vicino alla stradella che porta verso la Marina e soprattutto il rivolo di fogna che, nonostante i mutamenti dei tempi e delle persone, rimane imperterrito muto testimone della incapacità delle Amministrazioni Comunali passate e presenti di Pizzo. La mia non è una denuncia ma solo una constatazione di tanti stati di fatti nefasti per il nostro Centro storico che non possono non fare male al cuore di tutti i Pizzitani che AMANO PIZZO.

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