Pizzo è collocato su di uno spuntone di roccia che taglia in due il Golfo di S. Eufemia Lamezia. Lo  pizzo di scoglio su cui si trova Pizzo è di materiale tufaceo, che nei tempi antichi veniva coltivato in cave ed utilizzato nell’ambito delle costruzioni. Tali presenze sono evidentissime anche dal mare lungo le scogliere dette delle Cento Fontane, lungo tutta la costa della Scogliera dei Prangi ed anche in alto all’altezza della Strada Statale. Addirittura studiosi locali fanno hanno fatto risalire in un Convegno di studi dello scorso anno tali cave all’epoca romana. Il tufo è relativamente friabile infatti subisce in modo violento e continuo l’azione erosiva del mare, e origine delle formazioni grottifere molto interessanti. A Pizzo troviamo due  grotte, la più importante è la Grotta Azzurra la quale continua ad esistere nonostante l’ingresso sia stato quasi interamente coperto durante i lavori della costruzione della diga di protezione della parete rocciosa del Rione Carmine. Esattamente al centro di questa parete rocciosa, l’ingresso nascosto dalla terra di riporto può essere facilmente individuato per la presenza di arbusti ed alberi cresciuti nel tempo. L’ingresso è ancora sufficientemente ampio e le acque continuano a mantenersi limpide nonostante non sembra esserci nessun collegamento con il mare.

Quando era sgombra, si presentava al visitatore con un ampio e comodo ingresso tale da consentire l’ingresso fino a due piccole barche insieme, la profondita era di circa tre metri all’ingresso e poi gradatamente e dolcemente risaliva verso il fondo della grotta  che era circa a 100 metri dall’ingresso. Dopo l’ingresso si allargava e nel mezzo era presente un grosso blocco di tufo che cadendo dal soffitto di era spaccato in due parti creando in tal modo tane per pesci che ospitavano nutriti branchi di cefali e spigole. A volte anche delle piccole aragoste trovavano riparo all’interno della Grotta Azzurra, insieme a piccole cernie. Frequentissime le Murene. I riflessi delle acque viste da dentro verso l’uscite non erano nulla di meno delle più famose grotte della Costiera Sorrentina ed Amalfitana.

Nelle vecchie cartoline è possibile vedere un’altra piccola grotta nei pressi della spiaggia della Seggiola detta a Grutticeja du Palombaro, purtroppo crollata.

La seconda Grotta, detta dei Buoi, per il muggito che si ode provenire da essa durante le tempeste,  si trova in Località Cento Fontane. E’ molto grande ed in parte inesplorata. E’ di difficile accesso in quanto ci si può arrivare solo via mare,  o via terra dopo aver percorso a nuoto un breve tratto di mare verso la spiaggia della Madonnella dove sorgono le grotte in cui è stata costruita la Chiesa di Piedigrotta. E’ all’asciutto ed è molto interessante per la vegetazione che in essa vi cresce.

Il resto della scogliera alta  di Pizzo,  che partendo dalla Marina arriva fino alla Madonnella, è caratterizzata da un mare particolarmente limpido e cristallino, che consente di vedere dalla barca il fondo del mare nelle calme giornate estive fin oltre i 15 metri di profondità. E’ possibile fare eccezionali bagni di mare, lunghe nuotate, e possibile inoltre la pratica di tutte le attività marine dalla pesca subacquea a quella dalla barca; dalla pesca a fondo ai  prelibatissimi “surici” di mare a quella a traino alle piccole ricciole nella tarda estate o ai connetti o alle lampughe oppure tutto l’anno ai numerosi branchi di occhiata ed alle grosse spigole che vengono a partorire tra le scogliere di Pizzo. Naturalmente per la pesca i periodi migliori sono la primavera e l’autunno. L’estate con tutte le barche fracassone che solcano i mari il pesce e spaventato e difficilmente si fa trovare vicino alla costa.

Le parti estreme delle scogliere di Pizzo sono invece basse, si inoltrano nel mare fino a 7 -8 metri di profondità creando un habitat eccezionale per la  fauna marina. Verso Nord dopo lo scoglio di “Langhjioni” iniziano le spiaggie sabbiose di Pizzo, caratterizzate dalla presenza di una sabbia grossa e dorata che non si attacca ai piedi, e da numerosi stabilimenti balneari che garantiscono al turista qualunque tipo di confort desideri avere.

Anche qui è possibile la pesca per la presenza di branchi di mormore che pascolano lungo i bassi fondali delle spiagge, dagli enormi branchi di cefali e dalle ricciole che in autunno frequentano assiduamente questo pezzo di costa. Volendo fare la pesca a fondo al largo a circa un miglio dalla costa sono presenti scogliere  che corrono parallelamente alla spiaggia al una profondità che parte dai 16 -18. Si tratta di scogliere per la gran parte ricoperte di posidonie che alloggiano grosse cernie, frequente la taglia 18 -20 chili, e nutriti branchi di grossi sarachi. Sono le secche  della Spina di Terra e della Spina di Fuori; della Favata e di Torre di Mezza Praia.

Il versante Sud invece fino a Vibo Marina si presenta ancora selvaggio con spiccole spiagge di difficile accessibilità via terra, acque cristalline, ed idonee anche per la pesca.

Per godere  in pieno della costa di Pizzo occorre girarla in barca, che si può facilmente trovare in affitto dai  pescatori locali una volta che sono rientrati dalle loro battuti di pesca. Se poi il tour viene fatto nelle ore pomeridiane e serali oltre che la bellezza dei luoghi si può assistere al miracolo dei colori d’oro che assume la roccia  tufacea di Pizzo. Sono spettacoli indimentabili che è possibile gustare a piena solo vivendoli.

Per chi pratica la pesca subaquea a Vibo Marina si trovano attrezzati CLUB che organizzano corsi oltre che accompagnare i turisti nelle battute di pesca.

Per chi vuole fare la pesca d’altura a Tonni, frequentissimi nei nostri mari allora si deve rivolgere ai titolari delle Marine all’interno del Porto di Vibo Marina che si trova a tre chilometri da Pizzo.

Chi invece vuole fare solo un bagno con la propria famiglia niente di meglio dei numerosi stabilimenti balneari che trovansi a Nord di Pizzo.