LA BATTAGLIA DI MAIDA DEL 4 LUGLIO 1806 ANATOMIA DI UNA DISFATTA

30,00

«Nessuno ha imparato nulla da Maida!» Così esclamò l’Imperatore francese nell’apprendere la sconfitta di Reynier in Portogallo, a Busaco, dopo il suo attacco in colonne alle forze di Wellington, ben ricordando lo stesso grave errore commesso dal generale francese alcuni anni prima, a Maida, nell’ordinare l’attacco nel medesimo assetto tattico. Ora succede che, a oltre un secolo dalle tesi proposte dal grande storico inglese Sir Charles Oman, che si pronunciò a favore dell’attacco in colonna dei francesi a Maida, tesi per lungo tempo accettate e condivise dalla storiografia ufficiale mondiale, nell’ultimo ventennio, alcuni storici, con loro saggi le hanno rimesse in discussione tanto da innescare fatalmente un meccanismo di revisione storica. Con un originale apporto critico, l’autore contesta queste recenti conclusioni: se lo scontro iniziale di Maida, secondo le nuove tesi, fosse avvenuto con entrambi gli schieramenti in linea. Brigata leggera del Kempt, non più di 800 uomini disposti su due ranghi, contrapposta ai due battaglioni del 1° reggimento di fanteria leggera, 1600 uomini disposti su tre ranghi, pur tenendo conto che le file inglesi aprirono il fuoco da fermo e pur considerando che si trattava di truppe di eccellenza ben addestrate al tiro, non si può negare che anche il reggimento francese, in quanto di fanteria leggera, fosse di qualità e, in più, esperto e in netta superiorità numerica. Partendo da queste inconfutabili premesse, come si possono giustificare le enormi differenze di perdite registrate tra i due schieramenti? Tutto ciò non può che portare a una sola conclusione: l’attacco iniziale effettuato dall’ala sinistra del Compere avvenne effettivamente con i battaglioni disposti in colonne pesanti, perchè solo tale assetto tattico può giustificare perdite nel rapporto di 1 a 14. Le colonne, infatti, rispetto alla linea presentavano un duplice svantaggio: subivano maggior danno dal fuoco di artiglieria e potevano sviluppare un minor volume di fuoco di fucileria. Il Generale Reynier, quel fatale 4 luglio, per limitare le perdite subite e per infliggere maggior danno all’avversario, non potendo contare sul fuoco di preparazione dell’artiglieria – i pochi cannoni al seguito non lo consentivano – e non potendo neanche avvalersi dell’usuale co­pertura di fuoco garantita alle avanzanti colonne dai volteggiatori – la piattezza del campo di battaglia lo impedì – avrebbe dovuto veramente combattere in ordine lineare, perché salve di 1600 proiettili sono il doppio più devastanti rispetto a raffiche di 800!

 

Descrizione

Autore: Salvatore MOSCHELLA

Editore Franco PANCALLO – Locri – RC

Prezzo Vendita € 30,00

 

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