LE CHIESE DI PIZZO

 

Chiesa dell’Immacolata. 

La Chiesa di Maria Immacolata si trova nella zona più frequentata di Pizzo Calabro, dalla parte opposta a quella della terrazza sul mare dove ci sono le gelaterie più famose. La Chiesa, molto ben conservata, nacque nel 1630 per volere della congregazione di commercianti ed agricoltori locali devoti alla Vergine Maria. Restaurata nel 2004 presenta una gradevole facciata dalle tinte chiarissime, con un portale sormontato da un arco a tutto sesto sottolineato dai semiarchi che incorniciano i finestroni laterali del livello superiore: quest’ultimo è dominato dalla statua dell’Immacolata posta al centro in grande risalto in una nicchia ad arco a sesto acuto. L’edificio è sormontato da un crocifisso e dalla torre campanaria laterale. Al suo interno troverete diverse opere d’arte degne di nota, molte delle quali aventi la Vergine per protagonista. Tra queste ricordiamo la statua processionale dell’Immacolata, il quadro raffigurante la Madonna che salva i marinai dal naufragio, l’Annunciazione e diverse statue lignee conservate nella sagrestia.

 


 

Chiesa delle Grazie (sec.XVIII).

 Sede di Arciconfraternita,sotto unico tetto con quella del purgatorio (sec.XVII), solo esempio del genere in Calabria, conserva dipinti dei pittori Aloi, Grillo, Zimatore e di autore ignoto. La facciata (sec.XX) è di G. Curatolo. Nel sottosuolo della sacrestia, è stata rinvenuta una cripta, risalente all’anno di fondazione della Chiesa, o forse più antica, nella quale vi sono numerose nicchie con vaso, su cui venivano adagiate, appese con un gancio, le salme dei congregati e che desta particolare interesse per l’insolito sistema di inumazione.
La Chiesa di Maria SS delle Grazie di Pizzo Calabro si trova a pochi passi dalla Piazza panoramica della città. La struttura venne edificata a metà del Seicento insieme alla Chiesa del Purgatorio di qualche anno più vecchia ed alla quale è tutt’ora annessa. La facciata comune era un tempo adornata da decorazioni pittoriche che però il tempo ha portato via: oggi è ricoperta da bassorilievi in ceramica realizzati dallo scultore pizzitano Giovanni Curatolo. La Chiesa venne edificata grazie all’omonima congregazione di pescatori ed venne più volte rimaneggiata ed abbellita. Nel 1833, ad esempio, l’artista Brunetto Aloi ne dipinse il soffitto con scene tratte dal Nuovo TestamMaria Santissima delle Grazie a Pizzoento ed un secolo prima maestranze dell’area delle Serre costruirono il bel coro ligneo che troverete presso l’altare a cui era consentito l’accesso ai soli membri della Congrega. Interessanti anche gli affreschi sulla parete sinistra, copie degli originali del Raffaello realizzate da artisti locali. Le altre opere pittoriche sono dei pittori pizzitani Carmelo Zimatore e suo cognato Diego Grillo. Alla sinistra dell’altare troverete la statua di Sant’Emidio protettore delle genti terremotate: venne portata qui nel 1911 quale estrema richiesta di aiuto divino contro i frequenti eventi sismici che avevano interessato la zona. La parte più interessante della Chiesa di Maria delle Grazie è però la cripta cui si accede dalla Sagrestia: qui si trova infatti una tomba di scolo dei frati Pasqualini scoperta nel 1975 e risalente al XVII secolo. Sono ancora presenti alcuni scheletri con gli abiti talari, posti sugli scranni dove i cadaveri erano lasciati “scolare” prima di essere interrati in fosse comuni. Una visione non certo adatta agli animi più sensibili, ma di sicuro interesse per tutti gli altri.


Chiesa di S. Rocco e San Francesco (sec. XVI).

Chiesa di San Rocco e San Francesco di Paola (Parrocchia e Convento) (1579) Aperta al culto nel 1579 e ricostruita interamente dopo il terremoto del 1908, presenta interessanti aspetti architettonici ed è ricca di  affreschi, quadri e statue. La Chiesa fu distrutta dal sisma del 1905 e ricostruita subito dopo. Nel suo interno si può ammirare: Madonna del Buon Consiglio (sec. XVI) e statue lignee di scuola napoletana; tele del 1° Novecento di Grillo, Barone e Papandrea. Vi è annesso il Convento dei Minimi (2° metà sec. XVI).
 

Chiesa di San Giorgio (sec.XV)

Ha facciata barocca, con bellissimo portale in marmo, dello scultore Fontana. L’interno è a croce latina, ad una navata centrale, che poggia su arcate laterali con pseudocolonnato corinzio. Conserva: pregevoli statue marmoree del sec.XVI di A.Gagini, P.Bernini e M.Carlo Canale; lastra marmorea di B. e A: Berrettaro; dipinti dei secoli XVII, XVIII, XIX, XX di M. Foggia, E.Paparo, A. Barone, D. Grillo, C. Zimatore; Via Crucis (sec.XX) di G. Curatolo; pregevole crocifisso ligneo del 1400.


Chiesa di San Sebastiano

La Chiesa di San Sebastiano, che sorge nella parte più alta della città, pare sia stata ricostruita nei primordi del 1800, sui ruderi di un’antica chiesa, intitolata allo stesso Santo. Alle spese concorse, in larga misura, una colonia di pescatori di corallo, la quale proveniente dalla provincia di Napoli, trascorreva a Pizzo parte dell’anno, per esercitare la pesca del corallo, allora abbondante nel nostro golfo.
Fino a pochi anni fa, si conservava in questa Chiesa la piccola statua primitiva di San Sebastiano. L’attuale simulacro fu donato nel 1838 da Emidio Marcello. In seguito, la Chiesa fu ampliata con l’aggiunta di due navate laterali, che le diedero la forma di croce latina. Danneggiata dai terremoti del 1905 e del 1908, furono rifatti, a spese del Cavaliere G. Licastro, i quattro archi del centro. Nel 1937, il Rettore can. Saverio Vinci apportò alla Chiesa vari abbellimenti a spostò l’altare di marmo della cappella di San Giuseppe, situandolo al centro di essa.   In questa Chiesa si custodiscono sei statue, rappresentanti la passione di Gesù, scolpite nel 1870 dallo scultore polistinese Antonio Morani. Tutti gli anni queste statue, la sera del Giovedì Santo, vengono portate in processione, alla suggestiva luce di rustiche fiaccole, fatte di steli di ampelodesmo. Sul soffitto vi sono buoni dipinti dei pittori Zimatore e Grillo, eseguiti a cura del can. S. Vinci. In questa chiesa ha sede, fin dal 1600, il sodalizio del SS. Nome di Maria, fondato dal ceto operaio. Detto sodalizio, nel 1729, fu aggregato alla Arciconfraternita del SS. Nome di Maria, esistente nell’Archibasilica Liberiana di Roma, come risulta dal breve del cardinale Pico della Mirandola. Nel 1913, con breve del Pontefice Pio X, il Sodalizio fu elevato ad Arciconfraternita.  Gli stalli di noce massiccio rimontano al 1797 e sono opera di maestranza serrese.

Chiesa del Carmine (sec. XIV).


 E’ la più antica di Pizzo, nel cuore del centro storico. Originariamente Chiesa di Maria SS. delle Grazie, di cui si conserva il quadro (sec. XVIII) sull’altare maggiore, fu poi dedicata al culto della Madonna del Carmelo. Vi era annesso l’antico ospedale, oggi distrutto. Si conservano: statue lignee (sec.XVII e inizi sec. XX) di ottima fattura; statua marmorea (prima metà del sec. XV); tela (sec.XVII) di autore ignoto; dipinti (sec.XX) di G. Murmura. La Chiesa è stata gravemente danneggiata da un incendio nel 1995.

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Chiesetta di Piedigrotta (sec.XIX).

Da un’antica leggenda del ‘600, è sorta Piedigrotta, chiesetta caratteristica in una grotta sulla riva del mare, co suggestive sculture scolpite nel tufo da Angelo e Alfonso Barone. E’ unica nel suo genere e rimane col suo irripetibile fascino, esempio mirabile di un’autentica, genuina e originale espressione d’Arte popolare del nostro paese.
 
 

Chiesa del Purgatorio

La Chiesa del Purgatorio di Pizzo Calabro è adiacente a quella di Maria Santissima delle Grazie, a poca distanza dalla Terrazza panoramica della città. Edificata nel 1651 grazie al lavoro dei membri della locale congregazione di marinai e pescatori, divenne subito punto di riferimento spirituale per i fedeli, molti dei quali provenivano dalla vicina Rocca Angitola, città distrutta da un violento sisma: la chiesa venne intitolata alle “Anime del Purgatorio” proprio come quella della loro parrocchia nella città d’origine. La facciata è la stessa della Chiesa della Madonna delle Grazie, con le ceramiche dello scultore pizzitano Curatolo, tra le quali spicca la raffigurazione della Vergine quale protettrice della gente di mare. La struttura fu a lungo parte del Convento dei frati Pasqualini, un’area dove i pizzitani commemoravano i loro defunti prima che venisse ratificata la legge sui cimiteri: è per questo che la Chiesa del Purgatorio è nota a Pizzo anche come “Chiesa dei Morti”. Al suo interno troverete opere dei pittori locali Zimatore, Grillo e Aloi, marmi policromi, paraste corinzie e due confessionali in legno finemente intarsiati. 

 


 

Chiesa della Madonna della Pietà (1702)

La chiesetta della Madonna della Pietà è sicuramente la più piccola e modesta nella sua architettura fra le chiese di Pizzo; è stata edificata nel 1700 ed è stata consacrata due anni dopo. In essa vi sono alcune sculture di un certo interesse fra cui le piccole statue in terracotta rappresentanti Maria Maddalena e la Veronica, il Crocifisso in cartapesta ottocentesco, il gruppo ligneo della Pietà con gli Angeli che recano i simboli della Passione. Vi è un interessante quadro di Maria Addolorata. Il soffitto è decorato con grande dipinto della Pietà e con quattro medaglioni della Passione di Cristo. In questa chiesetta, durante il periodo della passione, nella Settimana Santa, le donne di Pizzo fanno le veglie notturne con preghiere, canti e nenie. In tale periodo la chiesa diventa la più frequentata, anche perché chi la custodisce orna il Sepolcro con caratteristiche piante ottenute dal frumento e dai legumi e curate, per l’occasione, dai devoti. Tali piantine adornano tutto l’Altare della Reposizione di Cristo. E’finemente decorata con opere del pittore napitino Domenico Carioti. Statua lignea della Pietà.
 

 Chiesa di San Ferdinando Re della PARROCCHIA DELL’IMMACOLATA E SAN FERDINANDO RE. SITA IN PIZZO MARINA.

Chiesa dei S.S. Ferdinando e Immacolata, detta della “Marina” (Parrocchia e congrega) (Sec. XVIII),  Sorge sulle rovine del Convento dei Padri Agostiniani distrutto dal ter­remoto del 1783. Aperta al culto nel 1857 come parrocchia è dotata di affreschi, stucchi, statue e crocifisso ligneo di autore ignoto.

Il convento dei Padri Agostiniani era il luogo di culto degli abitanti del rione Marina, tutti marinai e pescatori. Ma l’implacabile terremoto del 1783 rovinò la sacra dimora per cui quel luogo rimase senza chiesa. Ricostruita al­la meglio una piccola cappella, sempre nello stesso luogo ove un tempo sor­geva la chiesa del convento, intitolata a S. Maria del Soccorso, per volere di Ferdinando II in un suo viaggio a Pizzo, la stessa fu ampliata e nel 1857 aper­ta al culto come parrocchia per decreto del vescovo di Mileto mons. Mincione. Essa venne dotata, con l’approvazione del pontefice Pio IX e di Ferdi­nando re di Napoli, delle rendite della vacante rettoria dei santi Fantino e Giovanni, esistente in un casale del Vibonese. Ma essendo la rendita molto esigua essa non consentiva la possibilità di nominare un parroco per cui nei primi anni fu retta da un economo che bat­tezzava i nati del rione ma li registrava nei libri della chiesa Matrice. Accresciuta la popolazione del grande quartiere ed atteso che i parroc­chiani versavano in discrete condizioni economiche poiché godevano dei be­nefici che se ne ricavava dai commerci che giornalmente si sviluppavano nel *.icino porto, nel 1876, dopo un periodo di prova, si stabilizzò il primo parro­co e le entrate si dimostrarono finalmente bastevoli per il suo sostentamento. La chiesa attese d’allora all’ufficio della cura delle anime ma fu vivifica-:a nel culto ed abbellita nell’arte, solo negli ultimi trent’anni. Il tutto si deve all’iniziativa di don Pugliese che la rinnovò nell’intonaco e negli stucchi, la dotò di dipinti ed affreschi, nel 1956 sostituì la piccola campana con una più grande, nel 1957 inaugurò il capiente asilo parrocchiale “Marcello Salomo­ne” intitolato all’ex senatore che tanto si prodigò per ottenere dal ministero ai lavori pubblici il congruo finanziamento per edificarlo, nel 1960 costruì la casa canonica e dotò di giochi e teatrino l’attiguo oratorio, luogo di svago e ritrovo della gioventù del posto.

 

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