1-2-3.  Botole in marmo della fossa comune. Nella n. 3 è stato tumulato il corpo di Gioacchino Murat, nel 1815.

 

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Tomba dei preti della chiesa

 
 

 

Tomba della famiglia Melicrinis
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5-6-8-9-10

 

Tombe gentilizie appartenenti alle famiglie: Masdea, Tranquillo, Camarda, Bardari, Tassone e ai religiosi dell’Ordine di San Diego.

 
 

Tomba della famiglia Pacenza 
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Cristo dolens, scolpito in legno (sec. XVIII)
Angeli Oranti – olio su tela di Zimatore e Grillo (inizio sec. XX)

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S. Antonio da Padova, scultura in marmo venato, raffigurante il  Santo che porta in braccio il Bambinello. Apparteneva all’antico convento di S. Antonio esistente in Pizzo distrutto dal terremoto del 1783.
L’opera del cinquecento avanzato è da attribuirsi ad uno dei Gagini.
Santa Barbara – di Alfonso Barone, artista del luogo (inizio XX sec.)

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Madonna del Popolo – scultura a tutto tondo in marmo bianco venato (sec. XVI). Proviene dall’antico convento di S. Antonio da Padova, è da attribuirsi ai Gagini.
L’Annunciazione – Olio su tela di m 2,10 x 1,20 del sec. XVII di autore ignoto.
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La Salvatrice – olio su tela di m 3,30 x 2,45, dipinta da Michele Foggia datata dal 1832.
L’opera fu regalata alla città di Pizzo da Ferdinando IV di Borbone per premiarla dell’avvenuta cattura di Gioacchino Murat.
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Altare Maggiore in marmo policromo (1817 di fattura messinese), collegato con le pareti absidali tramite due arcate in muratura sulle cui volute vi sono due angeli rivolti verso il centro.
Dietro vi è un antico tabernacolo in marmo bianco di m 0,90 x 0,60 x 0,25 datato 1547 di autore ignoto e risalente alla chiesa originaria. L’abside presenta due dipinti di Grillo e Zimatore, valenti pittori locali molto apprezzati. Quello dietro l’altare riproduce S. Giorgio a cavallo (1923) mentre in alto vi è dipinta l’ultima cena (1925).
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Cristo in gloria – olio su tela di m 3 x 2, dipinto nel 1833 da Brunetto Aloi, pittore vibonese allievo di Paparo.
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S. Giovanni Battista – scultura a tutto tondo in bianco venato, attribuita a Piero
Bernini. Di ottima fattura è stata scolpita probabilmente a fine sec. XVI. Proviene dal Monastero di S. Agostino distrutto nel 1783.
Il miracolo di  S. Nicola di Bari – olio su tela (m 2×1 25) di Diego Grillo (1920)
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San Francesco d’Assisi – scultura in marmo bianco venato del sec. XVII di autore ignoto. Proviene dal convento di S. Antonio.
La Madonna di Pompei – olio su tela di m 1,30×2 di Alfonso Barone, mentre i medaglioni del Rosario sono di Zimatore.
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S. Caterina d’Alessandria – scultura a tutto tondo in marmo bianco venato di M. Carlo Canale del sec. XVI. Proviene dal Monastero di S. Agostino.
S. Francesco di Paola – olio su tela di m. 1,95×0,99 di autore ignoto datata 1717.
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