I GIOVANI DI PIZZO ED IL REDDITO DI CITTADINANZA. Qualunque forma di aggregazione umana è strettamente collegata alla comunanza d’interessi, di valori e di ideali. La mancanza di essi la rende molto difficile se non impossibile fino ad assumere il valore negativo egoistico della disgregazione. Ognuno per se e Dio per tutti si diceva una volta. Secondo tale modo di pensare ognuno dovrebbe badare esclusivamente agli interessi propri e della propria famiglia, disinteressandosi di tutto quello che riguarda la CASA  COMUNE. Ed oggi i Pizzitani stanno viaggiando ad alta velocità in tal senso. Le Chiese sono vuote. I Partiti politici o non ci sono proprio oppure contano molto meno. Sui social quasi tutti si limitano a leggere quello che scrivono gli altri, premendo o meno il tasto dei like. Che esprimono il proprio modo di pensare sono veramente in pochi. Il mondo delle Associazioni è più di facciata che di sostanza, nel senso che molti si sono creati la propria Associazione personale autonominandosi Presidente senza che ci sia alcun retroterra di uomini e mezzi. Quelle veramente operative forse non superano le dita di una mano rispetto alle centinaia che esistenti sulla carta. Sono praticamente scomparsi i luoghi di aggregazione sociale che erano La Piazza, la Biblioteca, gli Oratori, le Associazioni Cattoliche, le Sedi dei Partiti. Tutto questo penalizza i giovani che non hanno più i luoghi per socializzare, incontrarsi e conoscersi. Oggi è triste essere giovani. Niente lavoro e quindi nessuna possibilità di mettere su famiglia, di farsi una casa propria, di mantenere figli, di avere la propria vita. Oggi sono parcheggiati nelle case dei genitori in attesa di un nulla che non puo’ essere accettato supinamente da nessuno, ne dai giovani e ne tantomeno dalle famiglie che vedono i propri figli predestinati ad una vita di stenti a carico della Pubblica Assistenza. Ed in questo senso va anche il prossimo reddito di cittadinanza. 

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