L’arte calpestata. Nella chiesa di S Maria delle Grazie, sotto la sacrestia del vecchio monastero dei frati Alcanterini, un piccolo cimitero custodisce i segreti di uno dei luoghi più ‘curiosi ed affascinanti della citta’. La cripta è munita di “tombe a scolo”e di un interessantissimo pavimento maiolicato con “riggiole”, mattonelle finemente lavorate a mano dai maestri “riggiolari”. La cripta risale al 1600, il pavimento è antecedente, lo dimostra il disegno anaconico , geometrizzato ispano -Moresco, usato dai maiolicato fino alla meta’del secondo rinascimento. I colori e i disegni ci ricordo no l’origine spagnola delle “riggiole”, sono gli stessi degli “azulejos”, mattonelle verniciate, importate dai morì conquistatori nei paesi spagnoli e portoghesi. L’ambiente cupo del piccolo cimitero è rallegrato dalla decorazione di fiori stilizzati, in arte moderna questi motivi suggeriscono effetti riconciliabili al cubismo di Picasso. Questo prezioso pavimento deve essere preservato, tutelato, conservato, valorizzato. La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuta l’arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa ne’ apprezzarli ne’conservarli (Marcel Proust)

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